Il cavalletto
Odio & amore.
Direi che questa sia la giusta definizione del mio rapporto con il treppiedi.
L'ho sempre(fortemente) snobbato, fiero del mio " a mano libera". Ho sempre pensato che la praticità, l'immediatezza, la velocità di esecuzione, le micro variazioni molto più semplici fossero tutti buoni motivi per non volermi accompagnare ad un cavalletto, anche a scapito di un utilizzo di tempi più veloci o del sacrificio di una parte di profondità di campo. Portarmi dietro un attrezzo del genere ......... assolutamente impensabile.
Le convinzioni, anche quelle più forti, sono da sostenere e da perseguire, a volte però è anche saggio provare a cambiarle, si almeno provare .....................
Così è stato. All'inizio di questa stagione di macro ho voluto "violentarmi" e impormi l'utilizzo del treppiedi, forse per la voglia di allargare i miei orizzonti fotografici.
La scelta è stata complessa, un cavalletto di media qualità il cui eventuale mancato utilizzo non mi fosse pesato tantissimo od un investimento più importante con il rischio poi di picchiarmelo sulla crapa? Ho optato per il secondo caso, ho voluto la sicurezza di avere un mezzo più affidabile e preciso, che non mi facesse impazzire per le sue regolazioni, con meno possibilità di farmi perdere la pazienza, per me cosa fondamentale.
Ora, dopo qualche mese di utilizzo, posso tranquillamente dire che è stata una scelta azzeccatissima.
MANFROTTO - 055CXPRO3
La scelta è caduta su Manfrotto e sulla serie 055, credo un giusto compromesso tra dimensioni, peso e stabilità. Ho scelto quello a tre sezioni in fibra di carbonio con componenti in magnesio.
Il peso è davvero molto contenuto 1,65kg, nonostante tutto sin dal primo utilizzo offre una grande sensazione di robustezza e di stabilità. Ogni gamba ha quattro diverse angolazioni 23°. 47°. 66°. 89°. questo permette una variante infinita di posizioni.
L'altezza minima è di 11,5 cm e quella massima di 175 cm, queste misure garantiscono tranquillamente il suo utilizzo in qualsiasi situazione.
E’ dotato del sistema Q90° , questo ingegnoso sistema consente all’utente di portare la colonna centrale in posizione verticale oppure orizzontale in pochi secondi senza doverla smontare. Questo sistema forse è l'unico elemento che non mi convince in pieno e che per me potrebbe essere migliorato, non tanto nel meccanismo adottato ma soprattutto nella sua stabilità.
Nel piattello superiore in magnesio è collocata un'utilissima bolla di livellamento.
Insomma, un treppiedi di sicura garanzia che ha catturato subito un "difficile" come il sottoscritto, grande maneggevolezza ed ottime possibilità di regolazione, molto buoni anche gli sganci delle varie sezioni. Mi sento di promuoverlo a pieni voti, anzi forse dovrei rimandarlo a settembre per ......... il suo costo !!!
La testa
MANFROTTO - TESTA A SFERA 468MGRC2 Hydrostatic
E qui viene il difficile, la scelta della testa, l'amletico dubbio, micrometrica o a sfera?
Ogni sera, per un po', mi sono messo su internet a leggere opinioni, valutazioni, esperienze di coloro che in prevalenza scattavano foto macro. Ma non riuscivo a convincermi.
Quasi tutte le recensioni che leggevo indicavano la micrometrica come quella che fosse la più indicata per un patito della fotografia di insetti e credo proprio che sia così. La possibilità di effettuare regolazioni, nei tre sensi, al di sotto del millimetro è un elemento fondamentale per chi è costretto a lavorare con ridottissime profondità di campo.
Sono andato però contro corrente, all'ultimo istante è emerso il mio difficile rapporto con il cavalletto e la paura di non "andare d'accordo" con un sistema troppo sofisticato, allora ho optato per la testa a sfera. Sicuro che in termini di precisione ci avrei perso un bel po'.
Ho optato ancora per Manfrotto, scegliendo una testa che impiega un sistema di frizionamento e bloccaggio particolarissimo applicando i fondamenti delle leggi dell’idraulica, in particolare dell’idrostatica.
Progettata per supportare fotocamere e obiettivi fino a 16kg questa testa ha bloccaggi indipendenti in panoramica ed inclinazione e un movimento di 360° in panoramica e +90° -90° in inclinazione. Ha una generosa manopola di bloccaggio con al suo interno una frizione che permette di determinare quanto gioco lascare al movimento.
Personalmente sono rimasto sbalordito dalla precisione, semplicità e affidabilità che ha questa testa. Con una unica manopola si comanda il mondo e lo si riesce a fare con estrema facilità, i movimenti permessi dalla sfera sono veramente lineari, senza alcuno scatto, sembra quasi che sia lubrificata tanto scorre dolcemente, una volta presa "la mira" sul punto di messa a fuoco basta una stretta alla manopola e quello che sdino ad un secondo prima sembrava morbido e mobile di colpo divenìta duro e fermo, il tutto senza nuoversi di un millimetro, davvero una grande soddisfazione armeggiare con un simile meccanismo.
Io sono convinto che ogni fotocamera, ogni obiettivo ed ogni accessorio non sia catalogabile esclusivamente per il tipo di utilizzo che se ne fa(macro, natura, ritratto, etc.) ma debba necessariamente tenere conto anche delle caratteristiche di chi le usa, un fondamentale binomio che può portare alla corretta scelta del mezzo da usare.
In questo caso, per me, è stata una scelta fortunatamente azzeccata. Forse un cultore della massima precisione e perfezione nella fotografia macro potrebbe non essere soddisfatto da una testa simile, di contro un amante della praticità e della qualità
non potrà che avere grosse soddisfazioni da una testa simile.
.....un click ed un istante è per sempre




